E’ la strana storia di un patto col diavolo per mutare integralmente condizione di vita. Il personaggio anonimo di tutta la vicenda ha avuto proprio dal diavolo – un diavolo moderno, del tutto smitizzato – l’invito a incontrarlo di notte in un folto bosco. Il patto tra loro due consiste nel rifiuto da parte del personaggio d’una qualsiasi soluzione definitiva dei suoi problemi, della sua condizione umana, per cercare in una forma di libertà assoluta e incondizionata la sua vera umanità schietta e genuina, finalmente recuperata. In cambio il diavolo si prende per sé le corie fallaci e false di ciò che quell’uomo era stato, come un tempo si prendeva l’anima. Ma per l’anonimo personaggio comincia un dramma di ricerca incessante di se stesso autonomo e libero in assoluto, senza mai trovarsi veramente. E allora ha inizio per lui una sconvolgente e grottesca vicenda di retrocessione, per riavere quel se stesso che lui era stato, senza poterlo tuttavia ritrovare, per annebbiamento della sua memoria e per essersi ormai troppo inoltrato nella sfera indefinita dell’ignoto, per la sua avventura di fuggitivo.
E’ la fantasiosa rappresentazione dell’uomo contemporaneo che, a dispetto delle sue presunzioni, non sa che cosa realmente vuole e in che direzione si debba muovere per raggiungere una mèta sconosciuta e da lui soltanto astrattamente supposta.
Il personaggio anonimo di questa strana paradossale vicenda troverà finalmente la pace nel “mito” riemergente anche nel suo tempo, nella favola ormai necessaria, cadute tutte le suggestive ipotesi della cosiddetta “razionalità” della vita umana.